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Sicurezza delle e-mail · Capire
Quattro problemi diversi entrano dalla stessa porta. Lo spam si misura dal volume, il phishing dalla sua credibilità, il malware dal suo allegato o dal suo link, e l’account compromesso scrive da una casella vera. Un antispam basato sulla reputazione mira soprattutto al primo: è per questo che non basta più e che un filtro moderno incrocia più segnali prima di decidere.
Aggiornato a ottobre 20266 minFonti ufficiali citate
Lo spam è posta non richiesta, inviata in massa. È fastidioso e fa perdere tempo, ma raramente cerca una vittima precisa.
Che cosa lo tradisce: la reputazione del server o del dominio che lo invia, un dominio creato pochi giorni prima, un contenuto pubblicitario ripetuto in modo identico presso migliaia di destinatari. Un filtro basato su reputazione e contenuto lo ferma bene, e una messa in attesa mirata dei mittenti sconosciuti scarta una parte degli invii automatizzati.
Da distinguere: la posta grigia. Una newsletter a cui qualcuno si è iscritto o una promozione di un fornitore noto non sono spam. Classificarle a parte evita di sommergere la casella senza bloccare un messaggio atteso.
Il dispositivo nazionale francese di assistenza alle vittime, cybermalveillance.gouv.fr, descrive il phishing come un falso messaggio che si spaccia per un soggetto di fiducia (banca, amministrazione, fornitore, social network) per sottrarre credenziali, password o dati bancari. Le forme più comuni in azienda:
L’autenticazione del dominio qui non basta. Un truffatore che acquista un dominio simile al suo può configurare perfettamente SPF, DKIM e DMARC per quel dominio: il suo messaggio è autentico… per un dominio che non è il suo. Ciò che lo tradisce è la somiglianza con un marchio o un dominio noto, l’età del dominio, la reputazione dei link, il contenuto.
Quando il phishing prende di mira una persona precisa per ottenere un bonifico, diventa una frode del CEO: veda usurpazione d’identità e frode del CEO. Ciò che SPF, DKIM e DMARC bloccano realmente è spiegato in SPF, DKIM e DMARC.
Il programma malevolo arriva in un allegato o dietro un link: documento Office che chiede di attivare le macro, PDF malevolo, file HTML che imita una pagina di accesso, archivio, immagine contenente un QR code. Il messaggio in sé può essere banale («la sua fattura», «documento condiviso»).
La risposta riguarda il file e il link: antivirus, ispezione delle macro e dei PDF, lettura dei QR code, reputazione degli indirizzi, poi verifica al momento del clic. La guida allegati, link e ransomware spiega che cosa viene esaminato e che cosa resta un gesto umano.
Qui il messaggio parte da una casella vera, quella di un fornitore, di un cliente o di un collega a cui è stata rubata la password. SPF è superato, la firma DKIM è valida, il mittente è noto. Un filtro che guarda solo «il mittente è sconosciuto o mal autenticato?» non vede nulla.
I segnali sono nel comportamento:
Due situazioni da distinguere. Quando è l’account di un terzo a scriverle, il filtro in entrata può individuare l’anomalia. Quando è il suo stesso account, il tema riguarda anzitutto il suo sistema di posta: password, autenticazione a due fattori, avvisi di accesso, regole di inoltro aggiunte dall’attaccante. Non è lo stesso progetto del phishing esterno, anche se spesso inizia con un phishing.
| Minaccia | Che cosa la tradisce | Risposta principale | Che cosa non basta |
|---|---|---|---|
| Spam | Volume, reputazione, dominio recente | Reputazione e contenuto, messa in attesa mirata | Eliminare a mano |
| Phishing | Marchio o dominio imitato, link dubbio | Rilevamento dell’usurpazione, analisi dei link e dei QR code | SPF, DKIM e DMARC da soli |
| Malware | Allegato o link | Analisi dei file, protezione al clic | Un antispam basato sulla reputazione |
| Account compromesso | Cambio di abitudini di un mittente noto | Rilevamento delle anomalie, poi sicurezza dell’account | Una blacklist di mittenti |
Un esempio, a titolo illustrativo. Lo stesso lunedì, una PMI riceve un’ondata di pubblicità di stampanti, un falso avviso di consegna con un QR code, una «fattura» in formato HTML e un messaggio del contabile di un cliente abituale che annuncia un nuovo IBAN. I primi tre riguardano il filtro. Il quarto proviene da una casella vera: il filtro può segnalare l’anomalia, ma è una telefonata al numero già noto del cliente a decidere.
Un filtro recente non prende la sua decisione su un solo criterio. Calcola un punteggio a partire da più segnali:
Il punteggio porta a una decisione graduata: consegnare, mettere in quarantena, rifiutare o rinviare un mittente sconosciuto. La quarantena conta quanto il rifiuto: un messaggio legittimo messo da parte per errore deve poter essere ritrovato e rilasciato, veda Quarantena, falsi positivi e segnalazioni.
Le segnalazioni degli utenti, «questo è spam» o «questo è legittimo», aggiustano poi la reputazione dei mittenti. Un filtro che impara dai propri errori produce meno falsi positivi.
Perché un filtro deve trovare un equilibrio tra bloccare troppo e lasciar passare. Un’impostazione che non lascia passare nulla mette da parte anche messaggi attesi.
No. Dimostra che il dominio visualizzato ha autorizzato l’invio, non che il contenuto sia onesto. Veda SPF, DKIM e DMARC.
Non cliccare, non rispondere, segnalarlo all’amministratore anziché eliminarlo. Cybermalveillance.gouv.fr raccomanda inoltre, in caso di dubbio, di contattare l’ente con un mezzo che si conosce.
Avvisare l’amministratore della posta, che cambia la password, verifica l’autenticazione a due fattori e le regole di inoltro. Non è un’impostazione del filtro.
Klytic MTA analizza ogni messaggio a livelli, prima della casella, davanti a qualsiasi sistema di posta.
Le segnalazioni degli utenti alimentano un apprendimento condiviso tra le istanze, e i messaggi con punteggio ambiguo vengono valutati da un modello di IA, in entrambe le offerte. Che cosa riceve questo modello è spiegato in L’IA nel filtraggio delle e-mail.
Limite: Klytic MTA vede la posta che lo attraversa. La sicurezza dei suoi account (password, autenticazione a due fattori, accessi) resta quella del suo sistema di posta.
Consultate a ottobre 2026.
Prova gratuita di 30 giorni, davanti al suo attuale sistema di posta.
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