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Sicurezza delle e-mail · Capire
La frode del CEO punta a un bonifico o a un cambio di coordinate bancarie, non a un computer. Il messaggio è spesso privo di allegati e link, a volte tecnicamente ineccepibile. Un filtro può individuare un dominio sosia, un nome visualizzato ingannevole o uno scenario di frode noto; la decisione di pagare, invece, si verifica tramite un canale che l’azienda conosce già.
Aggiornato a ottobre 20266 minFonti ufficiali citate
La CNIL descrive il falso ordine di bonifico, detto «frode del presidente», in più fasi. Il truffatore raccoglie informazioni sull’azienda: organigramma, clienti, fornitori. Prepara un falso nome di dominio simile a quello dell’azienda o di un fornitore, oppure usurpa l’identità di un dipendente. Poi scrive, o telefona, spacciandosi per un dirigente o un fornitore, con una richiesta presentata come urgente e approvata ai vertici.
Le varianti si somigliano:
La leva è sempre umana: l’urgenza, il segreto, l’autorità. Il ministero dell’Economia francese consiglia di non agire in fretta, anche di fronte a un interlocutore insistente, e di raddoppiare la vigilanza durante le ferie, quando gli uffici contabili lavorano a organico ridotto.
Esempio, a titolo illustrativo. Un venerdì a fine pomeriggio, la contabile di una PMI riceve un messaggio dell’«amministratore delegato»: un’acquisizione riservata, un avvocato che chiamerà, un bonifico da fare entro lunedì. Il messaggio non contiene né allegati né link. Il nome visualizzato è esatto, l’indirizzo no. Nulla, tecnicamente, è «infetto».
| Forma | A che cosa somiglia | SPF, DKIM, DMARC | Che cosa può individuarla |
|---|---|---|---|
| Nome visualizzato usurpato | «Claire Martin, AD» che scrive da una casella di posta gratuita | Validi per il vero dominio del mittente; DMARC non tratta il nome visualizzato | Confronto tra il nome visualizzato, l’indirizzo e i nomi dei quadri del dominio |
| Dominio sosia | Una lettera raddoppiata, un trattino, un’altra estensione | Possono essere perfetti per il dominio sosia | Somiglianza con il suo dominio o con quello di un fornitore, età del dominio, reputazione |
| Il suo dominio esatto, inviato da altrove | L’indirizzo visualizzato è quello vero | DMARC fallisce; ferma il messaggio se la policy del dominio lo richiede | Verifica DMARC all’arrivo |
| Account realmente compromesso | Il messaggio proviene dalla vera casella del dirigente o del fornitore | Tutto è valido | Cambiamento di comportamento, contenuto (nuovo IBAN) e soprattutto la procedura di verifica |
Lo dice la specifica stessa di DMARC: non tratta né i domini visivamente simili né l’abuso del nome visualizzato. Tre casi su quattro sfuggono quindi all’autenticazione del dominio. I dettagli sono in SPF, DKIM e DMARC, e il caso dell’account rubato in spam, phishing, malware e account compromesso.
Un punto spesso dimenticato: un filtro non sa, per impostazione predefinita, chi è il suo dirigente né chi sono i suoi fornitori. Fornirgli questo contesto, i nomi dei quadri e i fornitori abituali, è ciò che gli permette di riconoscere un falso dirigente.
Un filtro riduce il numero di messaggi falsi che arrivano. Non convalida un pagamento. Un account realmente compromesso, una richiesta plausibile, un dominio sosia non presente negli elenchi: un messaggio può passare. L’ultima barriera è una procedura.
Non solo l’ufficio contabilità. Gli assistenti di direzione, i buyer, le persone che gestiscono le anagrafiche fornitori e quelle che sostituiscono un assente sono bersagli naturali dello scenario, perché hanno accesso ai pagamenti o alle coordinate bancarie. La CNIL raccomanda di sensibilizzare i dipendenti a verificare i nomi di dominio e a diffidare delle richieste insolite. Una regola scritta, breve, nota a tutti e ricordata regolarmente, vale più di un’istruzione orale: permette a un dipendente di dire «no» a un falso dirigente senza temere di essere sconfessato.
Se un bonifico fraudolento è già partito: chiamare subito la banca per tentare di annullarlo, conservare i messaggi, sporgere denuncia. Avvisare anche i clienti o i fornitori il cui nome è stato utilizzato.
No. Ferma l’usurpazione esatta del suo dominio, non il dominio sosia né il nome visualizzato. Veda SPF, DKIM e DMARC.
Sì. La frode sul bonifico ha bisogno solo di un testo credibile e di una persona che esegue.
Non necessariamente: il suo account potrebbe essere stato rubato. Veda account compromesso. La verifica telefonica risolve il dubbio.
No. Verifichi con il contatto conosciuto, senza rilasciarlo. Veda Quarantena, falsi positivi e segnalazioni.
Klytic MTA ripartisce questa protezione tra le sue due offerte. Funziona davanti a qualsiasi servizio di posta, senza Klytic Mail.
| Protezione | Essential | Advanced |
|---|---|---|
| Verifica SPF, DKIM, DMARC, anche per i messaggi inoltrati | Sì | Sì |
| Usurpazione di marchio, domini sosia, usurpazione del nome visualizzato | Sì | Sì |
| Comportamenti insoliti di un mittente | Sì | Sì |
| Frode del CEO | No | Sì |
| False fatture, falsi bonifici, cripto, rimborsi, finanziamenti, chiamate telefoniche | No | Sì |
| Avviso SMS quando scrive un mittente importante | Opzione | Opzione |
Il contesto di frode del dominio (nomi dei quadri, fornitori abituali) viene impostato dall’amministratore del dominio: veda Chi regola il filtro in Klytic MTA.
Che cosa Klytic MTA non fa: non convalida alcun pagamento e non sostituisce la sua procedura di bonifico. Non vede una telefonata diretta, solo i messaggi che invitano a chiamare.
Questa pagina descrive misure generali. Non sostituisce i consigli della sua banca né quelli delle autorità in caso di frode accertata.
Consultate a ottobre 2026.
L’offerta Advanced di Klytic MTA aggiunge il rilevamento della frode del CEO e delle false fatture.
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